La patente A2

Quali moto posso guidare con patente A2? Quali sono i modelli per patente A2? Due domande che molti giovani motociclisti si pongono prima e dopo aver sostenuto l’esame di guida. Noi di Motorpep vogliamo darvi le risposte e non solo, anche proporvi una guida all’acquisto più che mai necessaria.

Il sogno di guidare una moto accomuna tantissimi giovani ma spesso la normativa vigente crea dubbi e incertezze, rendendo a volte molto difficile riuscire a capire quali modelli possono essere acquistati e guidati nel pieno rispetto delle regole.

Per facilitarti nella ricerca di una moto guidabile nel nostro sito con la patente A2 di potenza inferiore a 35 Kw, già depotenziata o depotenziabile, abbiamo inserito nei filtri di ricerca un apposito campo denominato appunto A2. In questo modo è più facile orientarsi tra le nostre offerte di nuovo o usato e trovare quella giusta per te.

L’esame teorico

L’esame teorico per la patente A2 non cambia rispetto all’esame da sostenere per le altre categorie di patente A e per la patente B. Per superare l’esame è necessario non superare il numero di 4 errori nella scheda con 40 domande alle quali si dovrà rispondere “vero” o “falso”. Il tempo a disposizione per rispondere alle 40 domande è di 30 minuti.

IL FOGLIO ROSA

Dopo aver superato l’esame di teoria viene rilasciato un attestato, il “foglio rosa”, con il quale si può cominciare ad utilizzare la moto in autonomia per fare pratica ed esperienza. L’autorizzazione dura 6 mesi nei quali si può sostenere l’esame pratico al massimo due volte nel caso il primo tentativo non andasse a buon fine. Con il foglio rosa ci si può esercitare e circolare solo in zone “poco frequentate”, questa definizione non è definitiva e si presta ad interpretazioni caso per caso.

La possibilità di utilizzare la moto da subito grazie al foglio rosa, senza dover aspettare di aver superato l’esame pratico, spinge molti ragazzi e genitori a scegliere di acquistare il mezzo con cui si sosterrà l’esame in largo anticipo. Questo ha un doppio vantaggio: da un lato permette al ragazzo di salire subito in sella e di realizzare il suo sogno di andare in moto in tempi molto brevi (se si pensa al tempo effettivo che un patentato A2 passerà sulla moto nel periodo fino alla patente A anche un mese fa la differenza), dall’altro gli consente di imparare a guidare in sicurezza riducendo i costi di ulteriori lezioni di guida in autoscuola e con la propria moto, quindi significa affrontare l’esame con maggiore confidenza, scioltezza e tranquillità.

 

L’esame pratico

Per conseguire la patente A2 è necessario sostenere l’esame con una moto di cilindrata non inferiore ai 400 cc e che rispetti i limiti suddetti (potenza compresa tra i 25 e i 35 kW e un rapporto potenza/peso non superiore ai 0.2 kW/kg).

Occorre utilizzare una moto con cambio manuale, altrimenti si avranno limitazioni: se l’esame per la patente A2 viene sostenuto con una moto con cambio automatico sarà applicata una limitazione che non consente l’uso di moto con cambio manuale.

 

I limiti di velocità per i primi tre anni di patente A2

Per i primi tre anni dopo il conseguimento della patente A2 sono quelli previsti dal Codice della Strada per i neopatentati, ovvero 90 km/h sulle strade extraurbane e 100 km/h in autostrada.

Veniamo al cuore della questione:

La normativa vigente, in vigore dal 19 gennaio 2013, inquadra le condizioni di utilizzo dei veicoli depotenziati con la soglia di potenza pari a 35 kW (circa 48 cavalli). Essi non possono essere derivati da veicoli con potenza di omologazione superiore a 70 kW (circa 95 cavalli), inoltre, il rapporto potenza / peso non può essere superiore ai 0,2 kW/kg.

Spieghiamoci meglio: prima del 2013 la normativa era diversa, le moto venivano depotenziate a 25 Kw e non c’era un limite di potenza della moto che veniva depotenziata per le patenti A2. La moto poteva avere anche 90 Kw o di più, l’unica cosa che contava era il fatto che fosse depotenziata a 25 Kw con delle procedure apposite autorizzate dalle case ed eseguite in maniera corretta. A quel punto poteva esser guidata da un possessore di patente A2.

Oggi, invece, la situazione è cambiata. Per legge può essere guidata con patente A2 solo una moto che ha al massimo 70 Kw prima di essere depotenziata a 35 Kw. Intendiamo una moto che è stata fabbricata ed omologata con 70 Kw o meno, in molti casi appositamente per questo scopo. Molte case, per rispettare questa norma, hanno creato modelli specifici con 70 Kw di potenza, impiegando risorse ingenti per duplicare modelli già esistenti ma con minore potenza.

Citiamone qualcuno di Kawasaki per esempio: Z800e, identica alla Z800 ma con una potenza ridotta a 70Kw e Z900 70 Kw (stesso discorso).

Ad oggi quindi, quei modelli che si trovano usati depotenziati a 25 Kw ma con una potenza di partenza della moto superiore al 70 Kw, per legge non potrebbero essere utilizzati da possessori di patenti A2. Usiamo la parola “potrebbero” perché né le riviste specializzate, né molte scuole guida, né addirittura alcune motorizzazioni hanno le idee chiare su questo punto. Sembra che sia la stessa cosa, che non cambi nulla, l’importante è che la moto sia depotenziata. Ma non è così, perché in caso di incidente l’assicurazione non copre i danni. Magari ad un controllo superficiale la si può passare liscia, ma quando la situazione si fa più seria è meglio non rischiare. In fin dei conti, la normativa parla chiaro, una moto che ha più di 70 Kw può anche essere depotenziata, ma non guidata da chi ha conseguito la patente A2 del 2013 in poi (vedi art.116 codice della strada).

L’esempio più clamoroso è la Kawasaki Z750. Questa moto, uscita di produzione anni fa, continua ancora oggi ad avere, a ragione, un fascino irresistibile. Purtroppo, stando alla normativa attuale, questa moto, anche se depotenziata a 25 Kw, non si può guidare con la patente A2. Chi lo fa rischia, consapevolmente o meno, che piaccia o no. Stesso discorso vale per la Ninja ZX-6R model year 2007 in poi e la Ninja ZX-636 ’05-’06.

Citiamo questi due modelli non a caso, in quanto ne abbiamo venduti decine e decine nel corso degli anni e sappiamo di cosa parliamo, sappiamo cosa rappresentano nella testa dei giovani appassionati, e lo diciamo a malincuore.

Un altro punto da chiarire, esigenza dettata proprio dalla nostra esperienza trentennale con Kawasaki e in particolare con i modelli depotenziati, riguarda quelle moto che sono depotenziate solo a libretto, ma, a tutti gli effetti, sono a potenza piena.

Come esempio, prendiamo in esame una delle moto che più è piaciuta negli anni e continua a piacere, anche perché tante scuole guida la usano sempre come moto per fare lezione, la Kawasaki ER-6N. Questo modello prevedeva la possibilità di essere depotenziato in maniera prevalentemente meccanica senza intervenire sull’elettronica. Quindi era possibile togliere facilmente il depotenziamento e riportarla alla potenza originale, con costi molto bassi. Così si aveva una moto depotenziata a libretto, ma non nella realtà.

Moltissimi ragazzi che hanno questo modello, o che lo acquistano usato da privati o in concessionari, sanno di questa possibilità e la sfruttano. Ma bisogna fare attenzione, perché si sta guidando una moto che non è a norma. Sconsigliamo vivamente di incorrere in una situazione del genere, in quanto vale lo stesso discorso fatto in precedenza. Ad un controllo superficiale a livello estetico la moto sembra a norma (a livello pratico basta girare la manopola del gas, se è completamente libera allora non è depotenziata), ma se ci si mette nei panni di una compagnia assicurativa o di un avvocato per casi più gravi di cause civili o penali, è chiaro che il rischio che si corre è molto alto.

Con i sistemi di depotenziamento dei modelli nuovi più recenti, invece, è molto più complicato e costoso ripotenziare una moto lasciandola depotenziata a libretto. Approfondiamo l’argomento.

IL DEPOTENZIAMENTO

Le moto attuali, nello specifico le Euro4, hanno sistemi diversi rispetto alle moto di normativa precedente per il depotenziamento. Si agisce sfruttando di più le possibilità offerte dall’elettronica. In questo modo le moto odierne depotenziate risultano più belle da guidare e le sensazioni sono davvero le stesse della moto non depotenziata (allungo a parte), l’erogazione è molto fluida e piacevole, più piena.

Due delle marche di moto di cui siamo concessionari ufficiali, ovvero Kawasaki e Suzuki, utilizzano due modalità di depotenziamento differenti.

Per Kawasaki il concessionario deve richiedere un codice cifrato alla casa madre e questo va inserito da un’officina autorizzata con software e attrezzature adeguate nella centralina in diagnostica. La centralina regola l’erogazione e taglia la potenza massima a 35 Kw. La moto rimane identica da guidare a livello di ciclistica e tutto il resto. Per una Kawasaki nuova da immatricolare i tempi per il depotenziamento sono davvero veloci, si può avere la moto depotenziata pronta all’uso in poche settimane (se disponibile in concessionaria ovviamente) e non bisogna aspettare tempi lunghi per il collaudo in motorizzazione. Il costo è di circa 290,00 € per tutte le operazioni.

Per Suzuki, invece, alcuni modelli di moto (gamma naked) arrivano già dalla casa madre depotenziate, ovvero con una centralina specifica. Non bisogna inserire alcun codice o fare nessuna operazione, le moto sono già pronte per essere preparate. Quindi non sono previsti costi aggiuntivi per il depotenziamento e i tempi di consegna sono ancora più veloci (sempre parlando di moto in pronta consegna). Per altri modelli, invece, come il V-Strom 650, per averlo depotenziato è necessario richiedere la centralina depotenziata in Suzuki e procedere con il collaudo prima dell’immatricolazione del mezzo. In questo caso i costi e i tempi di attesa aumentano notevolmente.

Anche Kymco prevede un mezzo depotenziabile in gamma, l’AK 550 CHIEDI

Conviene depotenziare una moto usata?

Quando si cerca una moto usata, che vada bene per patente A2, spesso si trovano offerte molto interessanti di moto di grossa cilindrata che, rispettando i limiti della normativa attuale, possono essere depotenziate.

La differenza rispetto ai modelli nuovi da immatricolare riguarda però i tempi e i costi. Una moto usata, quindi già immatricolata, deve essere prima depotenziata (in base al modello variano le modalità) e poi collaudata in motorizzazione in modo che sia nuovamente immatricolata come moto a 35 o 25 Kw. Quando si prenota un collaudo possono anche passare diversi mesi per avere un appuntamento, tempo in cui la moto non si può utilizzare e magari si perde tutta una stagione in attesa. Oltre ai tempi lunghi aumentano anche i costi, perché oltre a quelli del depotenziamento vero e proprio (per Kawasaki 290,00 € per esempio) vanno aggiunti i costi del collaudo.

Tenuto conto di questi elementi la maggior parte delle volte non conviene depotenziare una moto già immatricolata, se è un modello recente forse vale la pena valutare una moto nuova, ma dipende da caso a caso.

 

IL RIPOTENZIAMENTO

Una volta scaduto il periodo di obbligo di utilizzo di una moto depotenziata con la patente A2, il veicolo depotenziato (nella maggior parte dei casi) può essere ripotenziato e riportato alla potenza della moto di origine. Ricordando che la normativa attuale permette di depotenziare moto con al massimo 70 Kw, quindi questa sarà la potenza massima che si può ottenere andando a ripotenziare la moto stessa.

Rispetto al depotenziamento il ripotenziamento spesso costa di più e ha tempi più lunghi, perché è sempre necessario il collaudo in motorizzazione per aggiornare il libretto. Per l’appuntamento di un collaudo nella motorizzazione di Milano ci sono quasi sempre 2 o 3 mesi di attesa come minimo e in questo tempo la moto non può circolare, in quanto il libretto non è aggiornato, quindi conviene prenotare nei mesi invernali per non perdere la bella stagione.

Come per il depotenziamento, anche per il ripotenziamento le due marche di moto principali di cui siamo concessionari, Kawasaki e Suzuki, operano in maniera differente.

Per i modelli nuovi Kawasaki bisogna chiedere nuovamente un codice cifrato a casa madre e questo va inserito in diagnostica in centralina per sbloccarla e riportare la moto alla potenza di origine. Se si tratta del modello Z900, per esempio, di cui Kawasaki ha previsto una versione apposita di 70 Kw per poter essere depotenziata, è chiaro che la moto ripotenziata al massimo ritornerà ad avere 70 Kw, perché la centralina originale eroga questa potenza, non 92 Kw come la versione Full Power. Nel caso invece della Z650 o della Ninja650, che hanno una potenza che rientra nei limiti dei 70 Kw, le moto ripotenziate diventano come i modelli più potenti, senza nessuna differenza. In media il costo del ripotenziamento per i modelli Kawasaki è di 400,00 € (collaudo incluso).

Suzuki, invece, prevede per i modelli nuoviche arrivano da casa madre già depotenziati, la sostituzione della centralina depotenziata con quella originaria. La SV650 si può facilmente riportare alla sua potenza massima cambiando la centralina, lo stesso vale anche per la GSX-S 750 70 Kw e per il V-Strom 650 DEPO. I costi in questo caso sono maggiori, infatti una centralina nuova costa circa 650,00 € a cui vanno aggiunte le spese del collaudo.

Una domanda che ci viene posta spesso riguarda la Z900. Tanti ragazzi vogliono sapere se questa moto si può portare dai 35 Kw ai 92.2 Kw (ovvero 125 cavalli) della versione Full Power. Bene, la risposta è: in pratica no anche se in linea teorica si potrebbe, ma ottenendo una moto poco sicura e non a norma di omologazione. Il discorso qui diventa un po' più tecnico e complicato.

Con la procedura di ripotenziamento ufficiale (chiamiamola standard) la potenza passa da 35 Kw a 70 Kw. Questo perché le moto nuove arrivano in concessionaria con la centralina originale che eroga 70 Kw (infatti si può acquistare anche la moto senza depotenziarla ed usarla con quella potenza), dopodiché viene inserito un codice che la “mappa” a 35 Kw durante il depotenziamento. Quando si va a ripotenziare la moto la centralina è sempre la stessa, non viene sostituita; viene inserito nuovamente un altro codice che la fa ritornare alla sua potenza originaria, ovvero i famosi 70 Kw. Procedendo in questo modo ai fini della garanzia, della sicurezza del veicolo e dell’omologazione si ha il risultato ottimale. Al momento del collaudo non ci sarà nessun tipo di problema e la moto sarà perfettamente a norma, con una spesa di 400,00 €.

Se si volesse considerare l’idea, invece, di portare la potenza della propria moto dai 35 Kw ai 92,2 Kw, allora bisognerà sostituire tutte quelle componenti meccaniche ed elettroniche che cambiano tra la versione Z900 70 Kw e la Z900 Full Power. La prima sarà sicuramente la centralina, dopodiché andranno sostituiti anche i collettori di scarico (solo con questi due elementi ci avviciniamo ai 2.500,00 € senza il costo della manodopera) e il resto delle parti (un elenco dettagliato al momento non è dato neanche ai concessionari). In linea teorica si potrebbe anche fare, spendendo un capitale, ma si otterrebbe una moto che: andrebbe riomologata per essere a norma, non sarebbe più in garanzia e non è detto che sia più sicura, in quanto tutti i sistemi di elettronica previsti (dalla mappatura della potenza, controllo di trazione e ABS) non andrebbero più a lavorare nelle condizioni della moto originale. Per questi motivi sconsigliamo di avventurarsi in una impresa simile, anche perché vista la spesa elevatissima converrebbe non ripotenziare nemmeno la moto, ma rivenderla e acquistare direttamente il modello Full Power.

Illustrati meglio gli aspetti legati al depotenziamento e al ripotenziamento, possiamo affrontare ora l’argomento della scelta della moto per patente A2 ideale.

Moto di piccola cilindrata o depotenziata?

Questa domanda ci viene posta molto spesso e per dare una risposta esaustiva bisogna considerare tutti gli elementi in campo e i pro e i contro delle due categorie di moto.

I Pro delle moto di piccola cilindrata:

  • Costo di acquisto inferiore. Mediamente si risparmia rispetto alle moto depotenziate.
  • Costi di gestione inferiori. L’assicurazione in media costa meno, anche i consumi sono più ridotti, mentre i costi di manutenzione cambiano, ma non molto.
  • Maggiore facilità di guida. Queste moto danno una sensazione di maggiore padronanza del mezzo e sicurezza, sono ideali per imparare. Ciò è dato dal minor peso (in genere queste moto sono più leggere), dal motore che è più gestibile e dall’altezza da terra inferiore (la seduta delle moto naked o sportive di piccola cilindrata è di solito più bassa delle sorelle maggiori).
  • Divertimento fin da subito. Da un lato c’è il minore rischio di avere un’esperienza traumatica che possa allontanare un giovane utente dal mondo delle moto, dall’altro lato chi ha più esperienza di guida può portare più velocemente “al limite” queste moto e divertirsi tanto fin dai primi giri.

I Contro delle moto di piccola cilindrata:

  • Immagine. Alcuni modelli danno l’idea di essere quasi dei “giocattoli”, non delle moto “vere”. Questo dipende molto da modello a modello.
  • Minore potenza del motore. Sarebbe più corretto in questo caso parlare di coppia, perché, a parità di potenza in termini di Kw e cavalli, un motore più grosso sviluppa più “tiro” dando una sensazione di maggiore potenza effettiva. Ciò vuol dire anche che per viaggi lunghi o per un utilizzo intensivo della moto, il motore è meno elastico e stanca prima.
  • Moto “di passaggio”. Rispetto ad una moto depotenziata, una moto di piccola cilindrata ha maggiore probabilità di essere un veicolo transitorio nella vita motociclistica di un utente. Dopo due, tre o quattro anni si sono esplorato i limiti della moto e può nascere l’esigenza di un mezzo più potente. Comunque va detto che mantengono un buon valore commerciale anche al momento della rivendita.

I Pro delle moto depotenziate di cilindrata superiore.

  • Performance. È il primo fattore che viene in mente pensando a grosse cubature, 650 cc, 750 cc o 900 cc. I vantaggi di avere sotto il sedere un motore di queste cilindrate sono molteplici. Maggiore elasticità innanzitutto (non c’è bisogno di cambiare continuamente marcia per sentire il motore che spinge) maggiore spinta (a parità di Kw abbiamo più coppia) e maggiore longevità (moto di cilindrate importanti possono percorrere molti più chilometri e hanno una vita più lunga).
  • Sicurezza. Le moto depotenziate derivano da modelli che sviluppano una potenza superiore. Perciò tutta la moto è creata per sopportare velocità, frenate, sollecitazioni superiori rispetto a quelle che hanno nella versione a 35 Kw. Significa che sono più sicure di quello che basterebbe per quella potenza, in termini di frenata e ciclistica specialmente.
  • Due moto in una. Scegliendo di acquistare una moto depotenziata si ha la possibilità, dopo qualche anno, di sbloccarla e farla ritornare a potenza piena. Si hanno in pratica due moto in una. Dopo il ripotenziamento si riscopre di nuovo il proprio veicolo e i nuovi limiti a cui può arrivare.
  • Divertimento a lungo termine. Una moto di alta cilindrata spiana la strada al giovane motociclista, che acquisisce tanta esperienza con una moto importante e accorcia quel processo di apprendimento necessario per godersi appieno moto con potenze superiori. Il giovane pilota è così già pronto per le sue moto future, più pesanti o potenti, avendo già fatto una buona pratica.
  • Moto più “matura”. Chi sceglie una moto depotenziata lo fa anche guardando alla prospettiva futura di non passare subito ad un altro mezzo, ma di guidare quella moto per diversi anni ancora. Questo è possibile grazie al fatto che i modelli attuali, una volta riportati a potenza piena, sono delle moto di tutto rispetto, che sono apprezzate da utenti di tutte le età ed esperienza.
  • Alto valore dell’usato. Basta guardare qualche inserzione online per accorgersene. L’anno di immatricolazione o i chilometri percorsi contano relativamente. Alcuni modelli di moto depotenziate sono dei veri e propri must per i ragazzi (esempio Z800e e Z900 70Kw), soprattutto le moto a quattro cilindri hanno una tenuta del valore nel tempo molto elevata.

I contro delle moto depotenziate di cilindrata superiore.

  • Costo di acquisto maggiore. Mediamente le moto depotenziate costano di più di quelle di piccola cilindrata, anche se con le promozioni attuali la differenza su alcuni modelli è davvero minima.
  • Costi di gestione superiori. Per quanto riguarda il bollo il costo è pressoché uguale (si basa sui Kw), per l’assicurazione invece i costi aumentano. I costi di manutenzione sono un po' più alti.
  • Guida all’inizio più difficoltosa. Proprio a causa delle maggiori performance che raggiungono, queste moto sono più pesanti e meno maneggevoli. Ciò può rappresentare uno scoglio maggiore nell’apprendimento iniziale, in particolar modo per gli utenti meno smaliziati.

 

Ad ognuno la sua

Ci sono anche da considerare gli elementi unici e personali di ognuno dei potenziali possessori di una moto per Patente A2.

Caratteristiche del pilota: ognuno di noi è diverso, innanzitutto fisicamente. L’altezza e la corporatura sono i primi elementi da considerare per la scelta della moto giusta. Oltre alla corporatura c’è anche da considerare l’esperienza di guida del singolo pilota, che lo può portare a fare una scelta piuttosto che un’altra. Non ci sono differenze invece di sesso, oggi per fortuna sempre più ragazze e donne si stanno avvicinando al mondo delle due ruote e i criteri di scelta sono gli stessi dei maschi (forse con un po' più di attenzione all’altezza della sella e all’eccessivo peso di alcuni modelli).

Tipo di utilizzo della moto: le esigenze di utilizzo possono essere le più disparate. Ci sarà chi la usa prevalentemente nel traffico cittadino e nei brevi tragitti, o chi per viaggi un po' più lunghi, per ogni situazione caso per caso bisogna valutare il mezzo ideale.

Tipo di esperienza di guida che si cerca: la moto è un po' come l’estensione della propria personalità. C’è chi è più sportivo, più attento al comfort o alla sicurezza ecc..  

La nostra offerta è molto ampia, abbiamo a disposizione un modello o più di uno per ogni esigenza. Lasciati consigliare dai nostri venditori per scoprire qual è la tua moto ideale.

Ecco di seguito una lista dei nostri modelli disponibili per Patente A2.


Questa marca è quella che, ad oggi, propone l’offerta più ampia e completa di modelli per la patente A2.

Famiglia Z

Sono ben tre i modelli proposti da Kawasaki con l’inconfondibile marchio Z, espressione di una filosofia muscolare e dall’estetica unica.

Z 400

Non fatevi ingannare dalla cilindrata, è già vera Z. Motore bicilindrico brioso da 33.4 Kw, con pochissime vibrazioni e consuma davvero poco. Una moto molto leggera e con la seduta bassa da terra, ideale per tutte le stature (per i più alti disponibile sella rialzata).

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Z 650

Una delle moto naked più vendute in Italia e in Europa. Estremamente versatile, è apprezzata da un pubblico molto vasto, dai neofiti ai motociclisti di lunga data.  Leggera e con la seduta bassa si può depotenziare a 35 Kw per avere una moto naked depotenziata completa, anche comoda per due.

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Z 900

Non c’è bisogno di presentazioni, è il sogno dei ragazzi più proibito. Motore quattro cilindri da ben 900 centimetri cubi, molto fluido ed elastico. Moto di qualità superiore, al momento il top per rapporto qualità/prestazioni/prezzo tra le moto disponibili per A2 in assoluto, un gioiello. Kawasaki ha progettato appositamente una versione di 70 Kw per poter essere depotenziata.

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Famiglia Ninja

Un brand tutto a sé, un’icona che ha fatto la storia del motociclismo. Kawasaki ha sempre progettato i suoi modelli Ninja con un unico obiettivo: dare al pilota una moto dal carattere sportivo, ma allo stesso tempo dalla superba versatilità per l’utilizzo quotidiano.

Ninja 400

Un gran bel giocattolino, a suo agio tra i cordoli quanto nel traffico cittadino. Grazie alla posizione di guida eretta, la ridotta altezza da terra ed ai semi manubri aperti è molto facile da guidare. Caratterizzata da un motore divertente e da una ciclistica di ottimo livello si fa rispettare nella famiglia Ninja.

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Ninja 650

Progettata con lo stesso telaio e motore della Z 650, è la sua versione carenata, ma con anima Ninja. Depotenziabile, questa moto unisce diverse anime: è sportiva nel design, ma comoda grazie ai semi manubri aperti e protettiva dall’aria grazie al cupolino e alle carene. Comoda anche per due e con la possibilità di accessoriarla da viaggio è già una moto “importante”.

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Famiglia Tourer / Crossover

Quando si parla di moto turistiche per Kawasaki parliamo di Versys. Sono moto alte e comode, c’è più spazio per le gambe e le braccia dei piloti più alti. Sono l’ideale per viaggiare in coppia o da soli e prevedono tutta una serie di accessori per riporre caschi, giacche e tutto il necessario.

Versys-X 300

Moto molto leggera da guidare ed estremamente facile. C’è molto spazio per le gambe del pilota, la sella eventualmente è disponibile anche abbassata. Adatta anche per il fuoristrada è una vera tuttofare.

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Versys 650

Si tratta di un modello ormai molto affermato, con motore e ciclistica più che rodati. Grazie agli accessori previsti, è una moto con una grande capacità di carico e nata per fare turismo, ma anche in città è molto maneggevole.

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Famiglia Custom / Heritage

Kawasaki è un marchio con grande tradizione, ma rivolto alla modernità. Questi modelli rappresentano queste due anime nel modo migliore.

Vulcan S 650

Una moto fantastica, un custom leggerissimo da guidare, con un motore che spinge bene ed ha pochissime vibrazioni. Questa moto è unica nel suo genere, perché si guida con facilità come una stradale, ma è una custom, quindi molto comoda e molto bassa da terra, ideale per chi cerca una moto sicura con cui toccare bene a terra. A differenze delle custom tradizionali lo sterzo è molto leggero e anche da ferma la moto si manovra con facilità. Si può anche accessoriare con schienale e valigie e altre chicche.

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W800 / W800 Café

Il piacere e l'orgoglio di possedere una moto per macinare chilometri e chilometri così,senza la fretta di arrivare a destinazione. Questi modelli sono l’ideale per affrontare l’esame della patente A2, sono le moto migliori in assoluto, perché hanno tanto sterzo morbidissimo e si girano in un fazzoletto. Inoltre sono moto senza tempo, con finiture di livello e stile vintage.

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Anche Suzuki propone diversi modelli di moto, di categorie differenti, molto interessanti per i possessori di patente A2.

Naked

SV 650

Questa moto è una delle naked più vendute in Europa. I suoi pregi sono il motore a “V” che offre un ottimo spunto con bassi consumi e vibrazioni. Dalla sua ha anche un dispositivo elettronico che facilità la partenza da fermo e non fa spegnere la moto, l’ideale per imparare. A livello di prestazioni è forse la più bella 650 depotenziata da guidare al momento. Molto personale l’estetica con il faro tondo.

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GSX-S 750

Questa moto si pone allo stesso livello tecnico della Z900, in quanto è un quattro cilindri in linea capace di dare tanta coppia. La moto è molto equilibrata nella guida anche sportiva, frena bene grazie alle pinze radiali e c’è un aiuto elettronico con il controllo di trazione per tenere a bada la potenza. Si adatta molto bene ai piloti più alti e di corporatura robusta che cercano una moto naked.

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Tourer

V-Strom 250

Si tratta di una piccola cross-over dalla seduta molto bassa per il genere di moto che è. Ideale per viaggia in coppia, garantisce una grande sicurezza grazie al saldo appoggio dei piedi per terra. In città si guida come uno scooter, visto che è leggerissima. Bassa la potenza, non spaventa e costa poco gestirla.

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V-Strom 650

Bellissima moto da turismo, si è fatta conoscere nel corso dei decenni da migliaia di motociclisti e appassionati. Moto super affidabile è una depotenziata di lusso, comodissima in due con i cerchi da 19 si adatta anche al fuoristrada.

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Sport

GSX-R 250

Sportiva di piccola cilindrata, ha un ottimo rapporto qualità/prezzo. Facile da guidare per tutti ha una potenza accessibile e consuma poco. Tanta versatilità con DNA GSX-R.

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